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RETEERSA

C'è necessità di RETE

E’ il dato emerso dal Rapporto presentato dalla Confederazione italiana agricoltori, che ha analizzato il ruolo dell’energia dall’agricoltura nell’ottica degli obiettivi del piano 20-20-20. Read more

Meno petrolio, più rinnovabili. I dati dell’Autorità

Posted by admin on giugno 28, 2012
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Lo scorso anno, la produzione da fonti rinnovabili è aumentata del 9,4%, mentre si registra un vero e proprio boom nella generazione fotovoltaica (+463%), che ha raggiunto circa 10,7 TWh, contro i circa 1,9 TWh del 2010. Read more

Manca una settimana a Eolica e Solar Argentina

Posted by admin on giugno 27, 2012
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Cresce l’attesa per le due manifestazioni fieristiche organizzate da Artenergy Publishing a Buenos Aires, dedicate rispettivamente all’industria eolica e a quella solare fotovoltaica.

C’è grande attesa per Eolica Argentina e Solar Argentina, le due fiere dedicate al settore dell’energia dal vento e dell’energia solare, che si terranno a Buenos Aires, nel prestigioso centro espositivo La Rural, la prossima settimana, dal 3 al 5 luglio. I due importanti appuntamenti sono organizzati daArtenergy Publishing, società italiana leader in Europa nella comunicazione integrata sulle fonti rinnovabili. Le potenzialità per lo sviluppo delle rinnovabili in Argentina sono quasi illimitate, anche considerando che le aree geografiche limitrofe al Paese, come quelle del Centro America, entro il 2020 prevedono di generare il 70% dell’energia attraverso lo sfruttamento delle fonti rinnovabili. 

La prima edizione di solar Argentina, nello specifico, vedrà la partecipazione, oltre di espositori locali, anche di aziende provenienti da Germania, Italia e Cina. Questo a conferma di come anche nel settore dell’energia solare le premesse in Argentina siano molto positive, grazie anche alle politiche governative che, tramite incentivi, mirano a favorire la crescita del settore. Solar Argentina 2012 propone anche un interessante programma congressuale con gli interventi di qualificati rappresentanti di Universidad Nacional San Martin, Universidad Nacional Lujàn, Utn Regional Delta, di Cader (Camera di Commercio delle Energie Rinnovabili), della Commissione Nazionale Energia Atomica (Dipartimento Energia Solare) e delle aziende. Tra i temi che saranno trattati, ad esempio, le tecnologie dei sistemi fotovoltaici di generazione distribuita, la ricerca e lo sviluppo nelle celle solari, l’interconnessione dei sistemi fotovoltaici alla rete elettrica negli ambienti urbani e le tecnologie di produzione fotovoltaica dal silicio al modulo solare. 
Passando all’energia dal vento, ad Eolica Argentina, hanno confermato la loro partecipazione, ad esempio, le due principali aziende produttrici di turbine eoliche dell’America latina: Impsa e Nrg Patagonia, oltre al Cluster Eolico Argentino, associazione che si propone di promuovere le installazioni nazionali, a cui aderiscono 52 importanti aziende eoliche e dell’indotto, che a sua volta sarà presente alla manifestazione. Eolica Argentina 2012 potrà inoltre contare sul patrocinio di Enarsa, l’Ente nazionale argentino per l’energia.

Il ministro dello Sviluppo economico, nel corso dell’audizione alla Commissione Ambiente della Camera, ha fornito alcune, ancora vaghe, anticipazioni sui decreti per le rinnovabili elettriche e sul quinto conto energia fotovoltaico. Non è escluso che il ritardo nell’emanazione dei decreti sia da ricercare nel mancato accordo con Clini. Read more

Enel e Greenpeace in tribunale per parlare di carbone

Posted by admin on giugno 27, 2012
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Oggi la prima udienza del processo che vede Greenpeace querelata per diffamazione da Enel per la campagna sui danni del carbone. L’azienda chiede l’oscuramento del sito e un risarcimento che si preannuncia ingente. Ma le affermazioni su danni del carbone sono vere e dimostrabili e dunque non c’è diffamazione, ribatte Greenpeace. Read more

Future CityLab

Posted by admin on giugno 26, 2012
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[vimeo http://www.vimeo.com/43762461 w=500&h=281]

Nasce la comunità solare di sei comuni

Posted by admin on giugno 25, 2012
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La transizione energetica non è una novità dell’ultima ora, tuttavia l’Italia non si è preparata ad affrontare una sfida che, in 40-50 anni, ci porterà a coprire l’80% del consumo finale lordo di energia con fonti rinnovabili secondo quanto riportato nella road map al 2050 dell’European Climate Foundation dell’aprile 2010 che è stata adottata dalla Commissione Europea nel febbraio del 2011.

Nel 2005, quando in Italia è nato il primo Conto Energia, cioè il sistema di incentivi al fotovoltaico, il dibattito italiano in materia di energia riguardava prioritariamente l’adozione di strategie finalizzate a garantire gli approvvigionamenti di energia primaria d’importazione, mentre sulla questione rinnovabile si pensava in termini di piccoli apporti atti a soddisfare i desideri di irriducibili ambientalisti.

Il sistema di incentivi in Conto Energia, iniziato nel 2005, ha portato la potenza fotovoltaica installata su scala nazionale da quasi 1000 MWp del 2009, a 3200 MWp nel 2010 e a circa 12000 MWp alla fine del 2011. Questo incremento sta influenzando in maniera determinante il mercato elettrico tanto che le curve di prezzo alla borsa elettrica nazionale si stanno talmente modificando da spostare il picco del prezzo dalle ore 13 del 2009 alle ore 20 del 2012.

Dal 2009 ad oggi il prezzo dell’energia elettrica nelle fasce di punta F1 è progressivamente diminuito del 50%, risultando paragonabile a quello della fascia F2, cioè quella notturna storicamente più bassa. La produzione l’energia rinnovabile incide a tal punto che le reti elettriche non sono più adeguate a sostenere questa quantità di potenza e di energia, mentre le centrali termo-elettriche sono costrette a rimanere spente per metà del tempo di funzionamento costringendo i produttori di energia elettrica a rivedere tutti i business plan delle centrali.

Tutto questo non è un problema dovuto alla poco sostenibilità delle rinnovabili, ma è il grave sintomo della politica di un Paese che non ha saputo prepararsi a questa transizione e rischia di perdere il treno della nuova rivoluzione industriale. Il Piano Energetico Europeo recita gli obiettivi strategici per l’Europa da ormai due anni ma soltanto oggi, per effetto delle direttive europee legate al Pacchetto Clima-Energia del 2008, l’Italia comincia a prendere atto del cambiamento.

L’Italia e la transizione energetica 

La Direttiva europea più significativa è indubbiamente la 28/2009/CE, che definisce le quote di energia da fonti rinnovabili sui consumi finali lordi che ogni Stato Membro della Comunità Europea dovrà porsi come obiettivo per il 2020. All’Italia è stata assegnata la quota del 17%. Questa direttiva riguarda anche i trasporti e prevede, per tutti gli Stati Membri, una quota del 10% di energia prodotta da fonti rinnovabili sui consumi finali lordi del settore trasporti.

L’obiettivo di ogni Stato Membro deve essere raggiunto attraverso una traiettoria indicativa definita da un Piano d’Azione Nazionale che deve essere rendicontata ogni due anni partendo dal 2012. All’atto del bilancio energetico biennale si dovranno ripianare crediti e debiti accumulati attraverso il corrispettivo raggiungimento o non raggiungimento degli obiettivi intermedi prefissati. Il meccanismo per ripianare debiti/crediti è regolamentato dai “trasferimenti da altri Stati”, cioè da un meccanismo di compra/vendita di energia rinnovabile che sarà sostanzialmente di tipo elettrico. Il meccanismo di compra/vendita è stato recepito nel Decreto Legislativo 28 del 4 Marzo 2011 (noto come “Decreto Romani”).

La Direttiva 28/2009 definisce anche i criteri di responsabilità oggettiva attraverso un meccanismo a cascata (burden sharing) secondo cui lo Stato Membro, recepita la quota obbligatoria di energia rinnovabile da raggiungere al 2020, provvederà a suddividere le quote obbligatorie fra i suoi enti locali di riferimento, che nel nostro caso sono le Regioni; le quali, al loro interno, dovrebbero a loro volta provvedere a suddividere la quota fra i Comuni. Questo meccanismo a cascata di fatto assegna al sindaco di ogni singolo Comune la responsabilità di contribuire su scala locale al raggiungimento degli obiettivi obbligatori per la sua Regione.

Il 22 febbraio 2012, l’intesa Stato-Regioni, emanando lo schema di decreto per la ripartizione delle quote locali, ha sancito il meccanismo con cui si ripianano i debiti e crediti di che cosa?della produzione di elettricità da rinnovabili e della riduzione delle emissioni di CO2 eq?; di conseguenza, nel caso in cui uno Stato membro o una Regione contraesse un debito, si andrà a individuare quei Sindaci che, non avendo ottemperato agli obiettivi del proprio ente locale di riferimento, ne diventeranno conseguentemente responsabili. Ogni Comune è pertanto tenuto a deliberare una strategia energetica integrata, in accordo con il Piano Energetico Regionale di riferimento, sia per la riduzione dei consumi, sia per l’uso delle risorse rinnovabili reperibili nel proprio territorio.

Agire localmente per risolvere un problema globale

Il Sindaco e la sua cittadinanza diventano, dunque, i protagonisti e, allo stesso tempo, i responsabili della transizione energetica attraverso il meccanismo dell’agire localmente per raggiungere obiettivi su più ampia scala: regionali, nazionali e, infine, europei. In questo contesto si incardina quello che la Comunità Europea ha chiamato il “Patto dei Sindaci”, attualmente attivo su base volontaria, col quale un Sindaco si impegna a raggiungere entro il 2020 precisi obiettivi di riduzione delle emissioni (superiori al 20% fissato nel pacchetto UE clima-energia) attraverso l’implementazione di un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile.

In questo contesto si è sviluppato, in cooperazione con l’Università di Bologna, il progetto SIGE (Sistema Integrato per la Gestione dell’Energia) finanziato nell’ambito di un progetto di 6,3 milioni di euro co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito di un bando per la “Concessione di contributi agli Enti Locali per la realizzazione di Programmi di Qualificazione Energetica” per lo sviluppo di una rete di Comunità Solari Locali che ha preso l’avvio con sei Comuni della Provincia di Bologna (San Lazzaro di Savena, Casalecchio di Reno, Sasso Marconi, Medicina, Ozzano dell’Emilia e Mordano).

Cos’è una Comunità Solare Locale

Una Comunità Solare Locale è un patto collettivo tra Amministrazione pubblica e cittadinanza attiva attraverso il quale le parti coinvolte intendono cogliere le opportunità sociali, economiche e ambientali legate alla transizione energetica al 2050 su scala locale.

Un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES), avente come obiettivo la costituzione di una Comunità Solare Locale, deve adeguare gli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica al fine di favorire l’insediamento degli impianti a fonti rinnovabili di interesse collettivo attraverso le linee di indirizzo del Piano Energetico Comunale.

Il PAES è inevitabilmente un piano collettivo, in cui la diffusione degli impianti per la produzione di energia rinnovabile, la riqualificazione energetica degli edifici, la sostituzione delle caldaie, l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza, l’acquisto di auto a bassa emissione,…sono solo una parte di tutti gli “acquisti verdi” necessari per raggiungere gli obiettivi. Tali acquisti sono, tuttavia, strettamente legati ai sistemi di incentivazione nazionale, come il Conto Energia o la detrazione fiscale 55%, che sono fortemente dipendenti dalle decisioni di politica generale che a volte non collimano con quanto richiesto a livello comunitario. Lo scopo della Comunità Solare è di costituire un meccanismo premiale di incentivazione a livello locale che possa operare indipendentemente o in aggiunta a quello nazionale al fine di alimentare un volano economico intorno agli indirizzi del Piano Energetico Locale.

Come generare un volano economico locale

La Comunità Solare Locale ha per obiettivo lo sviluppo di un meccanismo simil-Conto Energia Locale. Il Conto Energia è un modello ideato in Germania negli anni ’90 per incentivare la produzione di energia da fonte rinnovabile che è stato ormai adottato a livello mondiale. Il meccanismo è basato sul principio di prelevare un contributo economico da ogni bolletta elettrica, parametrato sul consumo, per costituire un fondo energia nazionale in grado di premiare in maniera esclusiva ogni kWh di energia elettrica prodotta da fonte rinnovabile. In questo modo si dovrebbe sollecitare sia la riduzione di consumi che la produzione di energia rinnovabile.

Il Conto Energia è quindi un volano che si auto-alimenta a mano a mano che il mercato aumenta e che, soprattutto, non ricade nei meccanismi perversi della fiscalità generale. Questo strumento ha permesso di raggiungere in Italia e in Germania dei risultati clamorosi sull’implementazione delle energie rinnovabili. Un esempio su tutti è rappresentato dall’energia prodotta da fotovoltaico che nel 2008 copriva poco meno dello 0,1% del fabbisogno annuale di energia elettrica nazionale e due anni dopo alla fine del 2011 copriva già il 4,6%. Oggi i 14 GWp di potenza fotovoltaica producono annualmente una quantità di energia superiore a 12 miliardi di kWh, l’equivalente di quanto produce un reattore nucleare da 1600 MW (uno dei cinque che dovevano essere realizzati nel paradossale e virtuale piano energico nazionale prima che lo stesso venisse bocciato dal referendum del 2011. Un risultato ottenuto attraverso una specie di maxi-colletta alla quale tutti noi stiamo partecipando con un modesto contributo annuale per permettere a quasi 400 mila piccoli e medi investitori di ritornare dei propri investimenti. Un grande progetto partecipativo che ha mosso un giro di affari di quasi 35 miliardi con oltre 18mila posti di lavoro.

Se questo strumento è stato tanto efficacie su scala nazionale perché non provare a calare un meccanismo analogo a livello locale? La Comunità Solare diventa quindi un soggetto partecipato dalla collettività e riconosciuto dall’amministrazione pubblica per costituire un Fondo Energia Locale attraverso un modesto contributo da parte di tutti coloro che volontariamente vogliono partecipare il proprio PAES perché credono nelle linee di indirizzo del piano energetico comunale.  Il Fondo Energia Locale viene generato attraverso un contributo volontario annuale parametrizzato sulle emissioni di anidride carbonica (Carbon Tariff Volontaria) che vengono calcolate direttamente attraverso le bollette elettriche e del gas che ogni cittadino, famiglia e impresa porterà all’ufficio della sua Comunità Solare Locale. L’istituzione di una Carbon Tariff è prevista dalla Comunità Europea come uno degli strumenti adottabili per mettere in atto i Piani d’Azione previsti nel Patto dei Sindaci.

Una Carbon Tariff obbligatoria sarebbe difficile da applicare nell’attuale congiuntura economica e politica; inoltre, i patti di stabilità costituirebbero dei seri vincoli limitanti la gestione degli incentivi e quindi la redistribuzione del fondo energia locale. Per questi motivi si è pensato di realizzare una forma cooperativa su base mutualistica per la gestione locale del fondo energia che possa essere svincolata dai vincoli dell’ente locale e che sia di proprietà di tutti coloro che diventando soci vogliono godere del beneficio della mutualità.

La Comunità Solare Locale è un grande volano economico per la redistribuzione del reddito

Gli acquisti verdi nell’ambito dell’energia, seppure necessari, risultano inevitabilmente poco attraenti sia per i costi da sostenere, sia per i tempi di ritorno dell’investimento. Ridurre i costi dell’investimento è quindi indispensabile per incrementare la domanda senza dimenticare che le linee di indirizzo per un buon Piano Energetico Comunale dovrebbero puntare a portare una rinnovabile in ogni famiglia al 2050 come macro-obiettivo della nuova rivoluzione industriale.

 

Nell’ultima bozza l’incentivo per solare termico, pompe di calore e caldaie a biomasse viene esteso anche ai privati. Tetto di spesa di 700 mln l’anno

Oltre ai due decreti sul Quinto conto energia fotovoltaico e sulle altre rinnovabili elettriche, i ministeri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente e delle Politiche agricole sono al lavoro anche per definire i contenuti dell’atteso decreto sugli incentivi per le rinnovabili termiche.

Si tratta di un provvedimento che gli operatori del settore attendono dal settembre dello scorso anno e che probabilmente richiederà ancora altri mesi di lavoro prima di essere pronto. A differenza di quanto avvenuto con i decreti sulle Fer elettriche, i ministeri hanno deciso di avvalersi delle osservazioni e dei suggerimenti delle associazioni di categoria.

Due categorie di interventi incentivabili

La versione più recente della bozza di decreto divide in due categorie le tecnologie che saranno incentivate. In particolare, il nuovo “conto energia termico” viene riconosciuto alle amministrazioni pubbliche e anche ai privati che installano impianti solari termici, pompe di calore geotermiche, scaldacqua a pompa di calore e caldaie a biomassa.

L’incentivo è fisso per un certo numero di anni, in funzione della dimensione in metri quadrati dell’impianto; per impianti con costi e produzione differenti, l’importo dell’incentivo è il medesimo. In base alla zona climatica di installazione, l’incentivo viene modulato per le pompe di calore e le caldaie a biomassa.

Per quanto riguarda invece l’installazione di caldaie a condensazione e di sistemi di schermatura e ombreggiatura, la sostituzione di infissi e le opere di coibentazione, la bozza del decreto riconosce un conto energia termico solo alle amministrazioni pubbliche e l’incentivo ha una durata di 5 anni per tutti gli interventi. Per i privati questi interventi sono agevolabili solo con la detrazione fiscale del 55%, ripartita in 10 anni, che il decreto sviluppo ha prorogato solo fino al 30 giugno 2013 abbassando però la percentuale di sconto al 50%.

Tetto di spesa di 700 milioni l’anno

Nella bozza del provvedimento viene fissato un tetto annuo di spesa di 700 milioni di euro, che una volta superato non dà più diritto all’incentivo.

 

Anche l’Associazione nazionale per la tutela delle finestre made in Italy critica la riduzione del bonus per le ristrutturazioni degli stabili in efficienza energetica.

Dal 55 al 50%, il Governo taglia le agevolazioni per chi ristruttura la propria abitazione con un occhio all’efficienza energetica. E l’Anfit, l’Associazione nazionale per la tutela delle finsetre made in Italy non ci sta. “Il Decreto per lo Sviluppo Sostenibile ha tagliato le agevolazioni riducendone la percentuale di cinque punti, ma ciò che rende odiosa la decisione del Consiglio dei Ministri è la provvisorietà del provvedimento che non tiene minimamente conto del valore aggiunto relativo proprio allo Sviluppo Sostenibile: più sostituzioni di serramenti vengono effettuate maggiore è il risparmio sulle emissioni di CO2”.

 

Questo è il parere di Anfit sulla decisione del consiglio dei ministri di approvare la norma che riduce le agevolazioni fiscali. La nuova norma prevede dal 1 gennaio 2013 al 30 giugno 2013 la detrazione di imposta del 50% per le spese per interventi di riqualificazione energetica (fino al 31 dicembre 2012 resta valida la detrazione pari al 55%). 

“Il taglio percentuale sommato all’IVA al 23% e l’impossibilità di rendere strutturale l’agevolazione favoriranno il ritorno al sommerso che tanto stiamo cercando di combattere lasciando campo libero ai prodotti d’importazione meno cari, infliggendo l’ennesimo duro colpo ad un settore che sta faticosamente cercando di sopravvivere e che aveva trovato stimolo e ragione di resistere proprio grazie alla presenza di un’agevolazione utile anche alle casse dello Stato.  A chi giova portare ulteriore incertezza al nostro settore? Il comunicato emanato oggi da UNCSALL ci trova perfettamente d’accordo. Non solo non è un provvedimento utile ma è anche dannoso ed immensamente controproducente con vaste ricadute negative su tutti gli attori coinvolti”.

 

La Osaka Gas, la Mitsubishi Corporation e la Sharp Corporation hanno accettato di acquistare un grande progetto solare composto da nove installazioni per la produzione di circa 100.000 kW nella Provincia di Ontario in Canada

Osaka Gas, MC, e Sharp investiranno in questo progetto, attraverso una società creata ad hoc in Canada. Le operazioni commerciali dovrebbero iniziare alla fine di quest’anno e gradualmente espandersi fino alla fine del 2013.

Nel 2009, il governo della Provincia dell’Ontario ha istituito un piano di energia pulita e ha lavorato attivamente per favorire il passaggio da centrali a carbone che notoriamente hanno un pesante impatto ambientale, a centrali che utilizzano le fonti energetiche pulite come l’eolico, il solare e la bio-energia. 

Con il sistema tariffario per l’energia pulita introdotto nella provincia sulla base di questo piano, il nuovo progetto venderà l’energia elettrica prodotta direttamente all’Autorità per l’energia dell’Ontario al prezzo di 0.443 dollari canadesi per chilowattora per 20 anni. 

Per approfondire la conoscenza e lo sviluppo di progetti su larga scala di energia solare in Giappone e all’estero attraverso questo progetto, Osaka Gas, MC, e Sharp contribuiranno al raggiungimento di bassi tenori di carbonio attraverso lo sviluppo e l’utilizzo diffuso di energia da fonti rinnovabili ecocompatibili. (h.b.)