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RETEERSA

C'è necessità di RETE

Asset by mr.dico - Reti per il risparmio energeticoDa una costola di Rete Ersa è nata Asset by mr.dico – Reti per il risparmio energetico. L'associazione è stata presentata ufficialmente al SAIE 2016 a Bologna ed è ora pienamente operativa.

"Asset – spiega Gianangelo Vacchetti, cofondatore di Asset – è un'associazione che aggrega impiantisti, artigiani, progettisti, gestori di patrimoni immobiliari  e aziende che operano nel settore del risparmio energetico e della riqualificazione energetica degli edifici. Chi aderisce ad Asset  condivide un metodo di lavoro che mette in primo piano il risparmio energetico, la sicurezza, e le soluzioni basate sulle energie rinnovabili che tutelano l'ambiente in cui viviamo. E si presenta in prima fila per il grande piano Casa Italia, recentemente trasformato in un  Dipartimento di Palazzo Chigi, che darà continuità al progetto."

I progettisti, gli amministratori, gli impiantisti, gli artigiani che aderiscono ad Asset, sanno di poter contare su una serie di iniziative e di servizi che li avvantaggiano e li qualificano rispetto alla concorrenza.

Asset by mr.dico nasce dall'incontro di tre professionisti, ognuno con un proprio campo di interesse e di attività. Andrea Mondini, presidente di Federcondominio, che da una vita lavora con gli amministratori di immobili, Gianangelo Vacchetti, che con Rete Ersa rappresenta la comunità dei progettisti, e Gabriele Paradisi, l'inventore di mr.dico, il software per la gestione della documentazione obbligatoria per gli impiantisti, dalle dichiarazioni di conformità ai libretti d'impianto, dalle dichiarazioni di rispondenza alle etichette d'impianto di efficienza energetica.

La sede di Asset by mr.dico è in Viale Angelo Masini, 4 – 40126 Bologna. Sul web: www.reteasset.it  Il telefono è 0510418591, mentre chi preferisce l'e-mail può scrivere a: segreteria@reteasset.it

Dopo mesi di negoziati, è stato raggiunto un accordo sulla proposta di direttiva del giugno 2011 che sposa la via della cautela: obiettivi Ue stringenti solo per gli edifici della pubblica amministrazione e piani di azione nazionali.

Il 14 giugno 2012 il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla proposta di direttiva sull’efficienza energetica presentata dalla Commissione il 22 giugno 2011.

Il testo dovrà ora ricevere il benestare della Commissione energia del Parlamento (forse sarà messo ai voti a luglio) e poi dovrà essere votato dall’adunanza plenaria nel mese di settembre. La direttiva che ne uscirà sostituirà le direttive 2004/8/Ce (promozione della cogenerazione) e 2006/32/Ce (efficienza negli usi finali dell’energia).

Gli obiettivi andranno fissati dagli Stati membri

Il testo frutto del delicato compromesso non è stato reso disponibile, ma dalle indicazioni contenute nel comunicato stampa del Parlamento UE pare che si sia scelta la più cauta via “dell’autoderminazione”: non sarà l’Unione europea a imporre obiettivi vincolanti, ma ciascun Stato membro dovrà fissare obiettivi nazionali e prevedere un piano d’azione per l’efficienza energetica da presentare ogni tre anni:

• nel 2014
• nel 2017
• nel 2020.

“Purtroppo i governi europei non erano disposti a prendere provvedimenti più radicali, che avrebbe garantito il raggiungimento dell’obiettivo del 20% (al 2020, ndr)”, ha dichiarato Claude Turmes (Verdi / ALE, LU), relatore del Parlamento europeo e che, nel marzo scorso, aveva proposto l’adozione di target Ue vincolanti per l’efficienza energetica, come già previsto per le rinnovabili.

Con obiettivi vincolanti ma stabiliti dai Paesi membri, è stato stimato che si riuscirà a stento a raggiungere il 17% di risparmio di energia e che l’Unione europea dovrà pensare ad altre misure per colmare la differenza utile al raggiungimento dell’obiettivo previsto del 20%. Una eventualità questa già chiaramente espressa nelle analisi riportate nella proposta di direttiva:

“L’analisi ha concluso che è opportuno mantenere gli obiettivi della direttiva sui servizi energetici per i settori di uso finale fino al 2016 ma che, per raggiungere l’obiettivo del 20% di efficienza energetica, devono essere integrati da obiettivi più ambiziosi nel contesto della strategia Europa 2020. Essa ha indicato che non è necessario che tali obiettivi siano vincolanti ora ma che misure vincolanti possono permettere di conseguire risultati analoghi o migliori. Tali misure vincolanti, in combinazione con il  quadro strategico attuale, dovrebbero essere sufficienti per conseguire entro il 2020 l’obiettivo del 20% a livello di Unione europea. È necessario tuttavia assicurare un monitoraggio dei progressi realizzati e, qualora essi si rivelino inadeguati per conseguire l’obiettivo del 20% entro il 2020, adottare gli opportuni interventi correttivi”.

Un altro limite è rappresentato dalla facoltà data agli Stati membri di scegliere se fissare gli obiettivi basandosi sui consumi di energia energia primaria (e cioè la disponibilità energetica offerta dalle fonti utilizzate per produrre energia) o finale (l’energia già prodotta e trasportata all’utenza finale). “I membri che sceglieranno il conteggio basandosi sull’energia finale saranno meno incentivati a contenere le perdite di energia prodotti nella generazione e trasporto dell’energia elettrica” ha tenuto a precisare Maryse Ardit,i membro dell’associazione France Nature Environment (FNE)
Gli ambiti di intervento

La Direttiva in fase di approvazione chiede agli Stati membri dell’Ue di risparmiare energia agendo sui seguenti ambiti:

• edifici pubblici

ogni anno dovrà essere ristrutturato e reso energeticamente efficiente il 3% della superficie degli immobili posseduti dalle amministrazioni pubbliche centrali (organi amministrativi la cui competenza si estende a tutto il territorio di uno Stato membro). La norma si applicherà agli edifici con una superficie utile totale superiore ai 550 m² e, dal luglio del 2015, a quelli con una superficie di 250 m².

• utilities

a partire dal 2014, i distributori di energia e le società di vendita di energia al dettaglio dovranno conseguire risparmi energetici annui pari all’1,5% dell’energia venduta e distribuita.

• appalti pubblici

gli Stati membri saranno tenuti ad assicurarsi che la pubblica amministrazione centrale acquisti solo beni, servizi e edifici con elevata prestazione energetica. Questo requisito si applica agli appalti di valore pari o superiore alle soglie previste dall’articolo 7 della direttiva 2004/18/CE.

• diagnosi energetiche

le aziende di grandi dimensioni dovrebbero essere tenute ad effettuare diagnosi energetiche da farsi entro tre anni dall’entrata in vigore della Direttiva.

• contatori intelligenti

i paesi dell’UE devono garantire che, nella misura in cui sia tecnicamente possibile e finanziariamente ragionevole, i clienti finali di elettricità, gas naturale, teleriscaldamento, teleraffreddamento e acqua calda sanitaria siano dotati di contatori intelligenti che riportino il consumo effettivo di energia

• contabilizzatori di calore

entro il 1° gennaio 2017, gli appartamenti con riscaldamento centralizzato o serviti da teleriscaldamento, dovranno essere dotati di contabilizzatori di calore

• le informazioni sui consumi in fattura

entro il 1° gennaio 2015, ogni Stato membro dovrà assicurarsi che, attraverso le fatture di energia elettrica e gas, i clienti finali siano informati in modo chiaro e comprensibile sui loro consumi. Nelle fatture dovranno essere inseriti anche i contatti di agenzie per l’energia o centri di consulenza a cui il cliente finale potrà rivolgersi per avere consigli sulle misure da adottare per contenere i consumi.

• cogenerazione e teleriscaldamento

gli Stati membri dovranno effettuare un’analisi dei costi-benefici nell’utilizzo della cogenerazione ad alto rendimento, del teleriscaldamento e raffreddamento efficiente in base alle condizioni climatiche, di fattibilità economica e idoneità tecnica. L’analisi servirà per effettuare una valutazione sulla efficacia dell’adozione di tali tecnologie. Valutazione che dovrà essere presentata alla Commissione europea entro dicembre 2015.